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Roma, Foro Italico, Maggio 10-18 2014

Internazionali BNL d’Italia 2014

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IL GIOCO TRA ETICA E RISCHIO

«Gli uomini, non soltanto alla roulette ma ovunque, non fanno altro che togliersi o vincersi qualcosa reciprocamente». Questa frase, tratta da Il giocatore di Fëdor Dostoevskij, definisce la caratteristica principale del gaming, il gioco aleatorio in forza del quale ci si può arricchire o impoverire. E ne tratteggia, sia pure con toni lievi, anche il problema morale, cioè l’assenza di una prestazione alla base del risultato, per cui chiunque si dia al gioco può vincere somme esorbitanti o – se si tratta di gioco d’azzardo – perdere tutto ciò che ha, a prescindere dai suoi meriti e demeriti.
Non è un caso che il gaming non sia considerato da nessuna parte del mondo una normale attività economica, e non è neppure un caso che la Bibbia e il Corano lo condannino a chiare lettere.
Ciononostante il gioco, in tutte le sue forme, è parte della natura umana e non può essere eluso. Da secoli ormai gli Stati – non solo l’Italia – lo disciplinano con leggi e normative ad hoc. Ne abbiamo parlato con l’Avvocato Claudia Picchetti, legal counsel di Gtech, sull’orizzonte del world lottery congress, in programma proprio in Italia nel novembre 2014. Grazie al suo aiuto tratteggiamo innanzitutto la storia del gaming market italiano e poi approfondiamo le norme a esso dedicate.
Dal 1942 al 1995 assistiamo a una graduale crescita delle forme di gioco autorizzate: il lotto, le lotterie a estrazione, l’Enalotto, il Totocalcio e le scommesse ippiche. Dal 1998 in poi, con l’introduzione delle scommesse sportive, si assisté a una rapida accelerazione: nel 2000 partì il Bingo, nel 2002 le scommesse da remoto, e sempre da remoto tra il 2004 al 2006 si poté iniziare a fare di tutto, mentre nel 2010 vennero addirittura introdotti casinò on line (poker, roulette, scommesse virtuali ecc).
Con ciò si esaurì il panorama dei giochi disponibili senza che ci si preoccupasse né dell’eccesso tipologico di offerta né dell’enorme quantità dei punti vendita nel frattempo apertisi, in forza della privatizzazione del comparto.
Varie le ragioni di questo cambiamento: in primis la necessità di aumentare le entrate governative, ma anche il tentativo – moralmente fondato – di sottrarre alla criminalità il monopolio del gaming. C’è poi stata la diffusione mondiale di Internet, con ciò che ne è conseguito in termini di accesso a informazioni e attività in Rete: ineludibile anch’essa, tanto valeva – come poi si decise di fare – accettarla e regolarla.
Nel 2012, a causa della crisi economica, la domanda iniziò a calare e, con essa, calarono le entrate governative e crebbe l’attenzione dell’opinione pubblica verso il problema etico. Il “salto indietro” non è però semplice, sia per il gran numero di attività private ormai avviate, sia per l’elevata durata residua delle concessioni già assegnate (minimo 3 anni), sia per i forti investimenti richiesti ai concessionari parametrati su un contesto regolamentare prestabilito che verrebbe quindi cambiato a concessioni già avviate.
Già l’anno prima erano entrate in vigore norme restrittive per i punti vendita, prima fra tutte l’estensione del divieto di gioco minorile a tutti i giochi con premi in denaro, gratta e vinci inclusi, sotto pena di multe salate (sino a mille euro) e chiusura dell’esercizio sino a 15 giorni. Successivamente tali sanzioni sono state ulteriormente inasprite. Ma la massima regolamentazione fu introdotta solo a fine 2012 col cosiddetto “decreto Balduzzi”, che rinforza i divieti di cui sopra e ne introduce altri, quali importanti limitazioni in materia di pubblicità dei giochi. Non solo: il decreto inserisce il gioco patologico tra le malattie oggetto di trattamento da parte dello Stato e dispone che nei punti vendita siano esposti materiali delle Asl che illustrino i rischi derivanti da un eccesso di gioco. Ha anche previsto la graduale introduzione (ancora non implementata) di blocchi automatici di accesso alle slot per i minori tramite documento d’identità o codice fiscale.
Sempre sulle slot, il decreto stabilisce un piano di allocazione che, in determinati contesti sensibili, tenga conto di una distanza minima tra i punti vendita che le contengono a far data dalla scadenza delle attuali concessioni.
È in discussione un disegno di legge di “delega fiscale” che dovrebbe demandare al governo attività formative e di comunicazione per responsabilizzare l’accesso e la disciplina del gioco.
Tra il 2011 e il 2012 si è poi aperto un altro versante, quello dei rapporti fra enti locali e concessionarie di Stato. I primi hanno introdotto regole aggiuntive rispetto a quelle introdotte dallo Stato creando una situazione di conflitto di poteri tra Stato ed enti locali: no alla pubblicità, no ad aperture di nuovi punti vendita che fossero a meno di 200 o 500 metri (a seconda della regione) da vari luoghi, cimiteri inclusi, forti limitazioni di orario, e così via in un crescendo di polemiche e di contenziosi avviati dai concessionari. Torna dunque l’eterno dilemma: la restrizione è sì d’obbligo, ma quanto è alto il rischio che, così facendo, tutto torni nelle mani della criminalità e del mercato clandestino?
Per quanto concerne il gioco responsabile, «ci siamo mossi anche prima che questi temi fossero introdotti dalla legge», commenta l’Avvocato Ricchetti, «avviando un programma di gioco responsabile estremamente articolato, con ben dieci aree di intervento a livello sia di formazione (dei dipendenti e dei rivenditori) sia di marketing e pubblicità (per esempio con l’approvazione preventiva di tutte le campagne presso l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria), sia di deontologia, con la stesura di un codice etico adeguato alle nuove leggi post-2012. Ci muoviamo anche nello stakeholder engagement, valutando preventivamente gli artwork dei giochi per evitare che ne siano messi in commercio di attraenti per i più giovani. Abbiamo aperto una helpline, in collaborazione con Federserd, a supporto dei giocatori problematici e dei loro familiari, e avviato in collaborazione col Moige (Movimento italiano genitori, ndr) un programma di sensibilizzazione che ha coinvolto 30mila tra adulti e bambini. In collaborazione con Eurisko e l’Università La Sapienza abbiamo condotto studi sulla concentrazione e la frequenza dei giochi rispetto alle regioni e alla capacità di spesa, così da individuarne meglio la pericolosità».
Un’attività meritoria ed efficace, se si pensa che Gtech ha il punteggio più elevato nell’ambito della certificazione WLA sul gioco responsabile.

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TURISMO SUGLI SCUDI AL QUARTO PMI DAY DI UNINDUSTRIA

Si è tenuto il 15 novembre, presso la sede romana di Unindustria, nell’ambito della Settimana della Cultura d’impresa, la quarta giornata nazionale delle piccole e medie imprese – PMI DAY Industriamoci, il tradizionale appuntamento promosso da Piccola Industria per raccontare ai giovani il mondo delle imprese e far conoscere il loro impegno a favore della crescita e dello sviluppo del Paese.
Promosso dalla Piccola Industria di Confindustria in collaborazione con le sue associazioni territoriali, l’appuntamento si inserisce nella Settimana Europea delle Pmi, con l’obiettivo di raccontare ai giovani il mondo delle imprese e farne conoscere l’impegno per la crescita e lo sviluppo del Paese. Quest’anno, diversamente da quanto accaduto nelle precedenti edizioni, Unindustria ha voluto focalizzare la giornata su una specifica filiera produttiva, la gestione dell’accoglienza turistica, dove imprenditori e manager della filiera e stakeholder istituzionali hanno illustrato a oltre 500 studenti le varie tematiche di questo settore strategico per il Lazio, che coinvolge diversi aspetti, da quello dell’Horeca (hotel, restaurant, catering), a quello dell’organizzazione (ad esempio ticketing, piattaforme cloud, sistemi IT), della logistica, del marketing territoriale ecc.
L’evento si è tenuto nelle sedi Unindustria di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo. A Roma la giornata si è aperta con i saluti del presidente di Unindustria Maurizio Stirpe, a cui sono seguiti gli interventi di Angelo Camilli, presidente della Piccola Industria di Unindustria, e Vittoria Carli, coordinatrice del PMI day di Unindustria. Tutti gli interventi sono stati moderati dal presidente della Sezione Industria del Turismo e del Tempo libero Stefano Fiori e dal presidente della Sezione Editoria, Informazione e Audiovisivo Romano Dalla Chiesa.
«Questa giornata», afferma Angelo Camilli, «sottolinea la grande volontà delle nostre imprese di mostrare ai giovani ciò che siamo, cosa facciamo e come lo facciamo. Abbiamo raccontato loro come un luogo – l’impresa – è l’ambito in cui i pensieri si trasformano in fatti, in cui la passione e il talento si fondono per dare vita al nostro Made in Italy, che tutto il mondo ci invidia. Il settore del turismo, su cui abbiamo voluto puntare per questa quarta edizione del PMI Day, rappresenta il fiore all’occhiello per la nostra Regione. Basti pensare che tra il 2008 e il 2012 gli arrivi a Roma sono aumentati del 23,1% contro il +2,7% osservato per l’Italia. Un trend che si conferma positivo anche nell’anno in corso: la variazione tendenziale del primo semestre del 2013 è infatti superiore al 5%. I ragazzi che ci sono venuti a trovare oggi hanno ascoltato aziende forti, che non si arrendono alla crisi e che con impegno e coraggio vogliono sconfiggerla per rilanciare lo sviluppo».
«Confindustria da sempre crede nella forte relazione tra mondo dell’impresa e giovani generazioni», commenta Vittoria Carli. «I ragazzi parlano un nuovo linguaggio e noi dobbiamo avvicinarci alle loro conoscenze tecnologiche. Pensiamo infatti che le nuove tecnologie, i social media, la digitalizzazione di molti processi rappresentino la possibilità di coniugare il mondo del manifatturiero con i servizi innovativi, ed è da questa unione che si genera valore aggiunto per le imprese. Tre grandi leve per tutte in Italia: e-commerce, e-logistic e e-marketing, ma ovviamente non solo (e-facility, e-government, e-Health, qualità ecc) per aiutare la valorizzazione di tre fondamentali asset del nostro Paese: la nostra meravigliosa industria manifatturiera, il turismo, il grande patrimonio culturale. Ecco quindi come, per mezzo di strumenti tecnologici, anche nel campo del turismo, settore che abbiamo voluto focalizzare quest’anno, i settori “tradizionali” crescono e danno maggiore impulso alla economia. È lì che vanno ricercate per i giovani anche le nuove professionalità che vuole il mercato; innovazione, talento, creatività, coraggio, globalizzazione, sono parole che un ragazzo non dovrebbe mai dimenticare nella scelta del suo futuro lavorativo».
«L’incontro di oggi, con oltre 500 studenti, ha evidenziato la grande importanza che riveste il settore del Turismo nella nostra Regione», commenta Stefano Fiori. «È stato propedeutico per formare nuove leve in una delle industrie maggiormente trainanti del Lazio, che oggi offre ai giovani innumerevoli opportunità professionali in diversi ambiti. Durante questi anni di recessione il settore del turismo ha saputo sfruttare l’elevato potenziale di sviluppo registrando performance positive, in controtendenza con l’andamento nazionale. La forza propulsiva del turismo romano e laziale è infatti linfa vitale per il mondo del lavoro. Le circa 6800 tra strutture alberghiere e complementari, localizzate nell’area metropolitana di Roma, esercitano un impatto benefico sul tessuto occupazionale assorbendo il 7,4% dell’occupazione provinciale. Più turismo, più occupazione, più sviluppo e opportunità per tutti».
A Frosinone, Rieti e Viterbo si sono tenute visite guidate presso le PMI Associate della filiera produttiva Gestione dell’accoglienza turistica, che hanno visto la partecipazione di oltre 250 studenti, con le loro famiglie e gli insegnanti in un percorso comune, costituito da tappe tematiche e territoriali capaci di avvicinare le nuove generazioni al mondo imprenditoriale e alle realtà che contribuiscono allo sviluppo della regione.

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Dall’Update di Federcongressi&eventi del 5 dicembre 2013

FORUM UNICREDIT: IL CONGRESSUALE LEVA DELLO SVILUPPO TURISTICO

Il turismo congressuale è una potenziale miniera d’oro e occorre che tutti – pubblico e privati – facciano la loro parte per sostenerlo. In particolare per Roma si configura come volano per rilanciare l’economia. Ecco, in sintesi, il messaggio del Forum sullo sviluppo turistico “Il turismo congressuale come motore per Roma”, organizzato da UniCredit e svoltosi lunedì 2 dicembre presso il Tempio di Adriano con la partecipazione del Sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino e del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.
Il numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni, in apertura dei lavori ha sottolineato l’importanza economica del comparto Mice, importanza che emerge dai numeri presentati da Armando Peres, Vice Presidente del Comitato Turismo dell’OCSE di Parigi e Coordinatore Nazionale del Comitato per la Razionalizzazione della Formazione Turistica e la Promozione della Cultura dell’Ospitalità, istituito presso il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché consulente presso importanti istituzioni pubbliche e private e docente alla IULM, che ha sede a Roma e a Milano.
Peres stima in 8,8 milioni di presenze aggiuntive l’impatto del secondo polo turistico di Roma (quello cioè che comprenderà la Nuvola), per una spesa turistica aggiuntiva di 1.304 milioni di euro, un valore aggiunto di 1.087 milioni e ben 31.844 occupati in più. Queste cifre, che valgono l’1,6% del Pil della Capitale, sono stimate sulla base di un tasso di occupazione alberghiera in linea con Parigi e Londra. Rosee le prospettive anche nel secondo scenario immaginato da Peres, cioè con una permanenza media dei turisti da 2,5 a 3,5 giorni: in questo caso il secondo polo apporterebbe addirittura più presenze, ben 9,6 milioni, con un calo di spesa turistica aggiuntiva (“solo” 1.026 milioni) e di valore aggiunto (855 milioni). Meno anche gli occupati, che supererebbero di poco i 25mila. Ancora ottima, comunque, l’incidenza sul Pil cittadino: 1,3%.
Peres ipotizza una quota di turismo d’affari in media con Parigi: 207 milioni di euro di spesa aggiuntiva e 172 milioni di valore aggiunto. Il segmento business varrebbe da solo oltre 5mila occupati, con un’incidenza dello 0,3% sul Pil della città. In linea con Parigi anche la quota percentuale dovuta ai flussi incoming dall’estero: 25 milioni di spesa turistica aggiuntiva, 21 milioni di valore aggiunto e 673 occupati.
Il sindaco Ignazio Marino ha assicurato l’impegno del Campidoglio, con il sostegno ai progetti cruciali per il turismo congressuale: dalla Nuvola al polo fieristico, dal nuovo piazzale della stazione Termini ai treni per l’alta velocità fino a Fiumicino. «Credo sia estremamente importante riuscire a completare le Nuvola di Fuksas entro il 2014», ha considerato, «e teniamo conto che c’è un ulteriore investimento da fare di oltre 170 milioni di euro». Anche la Regione vuole fare la sua parte. Non partiamo da zero, ha detto il governatore Nicola Zingaretti, ma è necessario agire su quello che manca. La ricetta da seguire, secondo Zingaretti, è semplice: più organizzazione, più programmazione, più promozione.
Il programma dei lavori prevedeva anche una tavola rotonda coordinata dal Direttore del consorzio Aaster (Associazione agenti sviluppo territorio) Aldo Bonomi. Prendevano parte il Direttore generale del Sicilia Convention Bureau Maja de’ Simoni, il Vicepresidente Federalberghi Giuseppe Roscioli, il Direttore CNA Roma e Vicepresidente della Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti, il Presidente sezione industria del turismo e del tempo libero Unindustria Lazio Stefano Fiori e il Presidente Federcongressi&eventi Mario Buscema.
Stefano Fiori ha sottolineato le statistiche Icca (International congress & convention association), secondo cui Roma è la 21ma città al mondo per numero di grandi eventi. «Però è vero che viviamo una crisi interna del sistema Italia» ha detto, «una crisi che ha portato a una diminuzione dei grandi eventi nei settori drenanti come l’automotive e il farmaceutico. Se analizziamo gli arrivi a Roma, che continuano ad aumentare, notiamo che sta aumentando la quota degli stranieri rispetto a quella degli italiani. E sta diminuendo anche il turismo congressuale, a vantaggio del leisure. Vari i problemi: l’accessibilità, la mancanza di un vettore aereo che possa far arrivare più persone, la logistica e la sicurezza aeroportuale. Per anni c’è stato poco coordinamento tra Comune e Regione, comunque siamo ora in una fase propositiva».
Il Presidente Federcongressi&eventi Buscema ha innanzitutto ricordato che le rilevazioni Icca assegnano all’Italia, nel 2012, la quinta posizione nel ranking dei dieci maggiori paesi europei per eventi internazionali ospitati, dopo la Germania con il 66% in più di eventi rispetto all’Italia, la Spagna (+41%), la Gran Bretagna (+22%) e la Francia (+20%). «Questo dato», ha detto, «purtroppo non stupisce se si pensa che, secondo uno studio commissionato da Studio Ega all’Università di Tor Vergata (Roma), il Convention Bureau di Vienna gestisce un budget di quasi 20 milioni di euro, Copenhagen, Bruxelles, Lisbona e Parigi gestiscono budget superiori a 10 milioni, Amsterdam, Barcellona, Ginevra, Lione e Stoccolma tra i 5 e i 10 milioni di euro all’anno.
«L’Italia tutto questo non l’ha, ma gli ultimi mesi, per fortuna, hanno portato una grande novità: il Tavolo di Coordinamento MICE – che ci vede compartecipi con Enit, Regioni e Province Autonome, Confturismo-Confcommercio, Federturismo-Confindustria, Confesercenti-Assoturismo – che è sicuramente la sede ideale per fare sistema». Il Presidente ha ribadito la proposta dell’associazione, già espressa il mese scorso a Firenze durante BTC: «Il nostro Documento programmatico sul rilancio della meeting industry italiana è focalizzato su un Convention bureau nazionale in grado di commercializzare l’offerta Mice e costituito da un’aggregazione di operatori privati promossa da tutte le associazioni imprenditoriali, aperta a ogni attore della meeting industry. Vogliamo assolutamente che quest’organismo venga avviato entro i primi mesi del 2014, perché una vera sinergia tra operatori, enti pubblici e associazioni è l’unico mezzo possibile per rilanciare concretamente l’occupazione di settore, e questa è l’ultima occasione perché ciò avvenga».
Ampio l’apprezzamento della platea, che ha pure accolto con applausi l’intendimento, da più parti ribadito durante il convegno, di costituire un Convention bureau per la Capitale, Convention bureau che rientrerà a pieno titolo nella rete dei Cb locali in stretta sinergia con quello nazionale.

Telethon

Pozzuoli, Comprensorio Olivetti, 5 Dicembre 2013

Inaugurazione nuova sede TIGEM

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Punto sul lavoro al Forum delle Risorse Umane 2013

THE WORK RELOADED

Il 27 novembre a Milano l’evento italiano dedicato al mondo del lavoro e HR Management.

Comunicazione Italiana, il primo Business Social Media italiano, che unisce 20 associazioni di categoria ed oltre 53.000 top manager e professionisti della comunicazione, marketing e HR management, annuncia la quarta edizione del Forum delle Risorse Umane, prevista per il 27 novembre a Milano, in Piazza Affari presso il Palazzo Mezzanotte, sede storica della Borsa Italiana.
Giunto alla sua quinta edizione, anche quest’anno l’evento sarà l’occasione esclusiva per aziende, istituzioni pubbliche, università, business school, associazioni e sindacati, di incontrarsi per confrontarsi, attrarre i talenti, e allo stesso tempo dialogare con la comunità politica, economica, scientifica e sociale del paese. “Gli obiettivi principali dell’edizione 2013 sono la ricerca di soluzioni condivise per rispondere alle sfide del cambiamento e dare un nuovo orizzonte di sviluppo sociale ed economico” – dichiara Fabrizio Cataldi, organizzatore dell’evento e Fondatore di Comunicazione Italiana.
L’agenda ricca di appuntamenti, prevede keynote speech introduttivi, main session, workshop verticali su specifici temi, hr focus di settore ed una serie di interventi dove saranno evidenziati le best practice innovative di gestione delle risorse umane.
Tra gli interventi più interessanti si segnalano i tre keynote speech introduttivi di Anna Maria Mazzini, Marketing Manager di InfoJobs.it, la principale realtà in Italia ed in Europa nel settore del recruiting online per numero di offerte di lavoro, traffico internet e numero di CV in data base, dell’Avvocato Franco Toffoletto, Presidente dello studio legale Toffoletto De Luca Tamajo e Soci, grande realtà nazionale nel diritto del lavoro e sindacale, e di Giorgio Angeli, Managing Director, Responsabile Settore Human Capital Management Accenture, azienda globale di consulenza direzionale, servizi tecnologici e outsourcing.
InfoJobs.it rinnova l’appuntamento con la presentazione dei risultati delle attività dell’Osservatorio InfoJobs.it, con dati aggiornati sull’andamento del mercato in Italia, settori, categorie professionali e aree geografiche in crescita. “Quest’anno faremo inoltre il punto sui temi lanciati l’anno scorso, per verificarne trend e evoluzione: come è cambiata la definizione di flessibilità lavorativa vista da chi cerca lavoro e l’impatto che questa sta già avendo sulle aziende e i dipartimenti HR; l’opinione dei manager sulle pratiche di Talent Management e la loro importanza per la crescita aziendale; le modifiche nel comportamento di navigazione e fruizione del recruiting da parte dei candidati: l’importanza del mobile e del social per la ridefinizione del recruiting 2.0″ dichiara Anna Maria Mazzini.
L’Avvocato Franco Toffoletto presenterà un’analisi delle novità introdotte dalla Riforma Fornero e degli effetti prodotti, con particolare riferimento alle misure adottate di flessibilità in entrata ed all’applicazione giurisprudenziale conseguente alla modifica dell’art. 18. Da sempre convinto della necessità di una normativa di diritto del lavoro più semplice e flessibile, che sia a servizio delle imprese e della loro crescita, l’Avvocato farà, inoltre, un confronto della normativa italiana con quella prodotta da Germania, Francia, Spagna e Regno Unito.
“Se provassimo a semplificare le norme, adottando per tutte le nuove assunzioni un’unica forma di contratto a tempo indeterminato, con la possibilità di recesso, nei primi due anni, con un preavviso di 3 mesi, sono sicuro che assisteremmo ad un incremento dell’occupazione” – ha dichiarato l’Avvocato Franco Toffoletto. “I recenti dati pubblicati da ISFOL dimostrano, ad esempio, il fallimento della normativa sul contratto di apprendistato. Occorre agire con misure semplici ed efficaci, dando fiducia alle imprese che sono disponibili ad assumere e ad investire nella formazione, se vi sono regole chiare. Non si può più aspettare”.
Giorgio Angeli punterà l’attenzione sulle tendenze più recenti dell’innovazione tecnologica nelle risorse umane. Il punto di vista Accenture offre un osservatorio privilegiato rispetto ai principali investimenti IT dell’HR: Talent Management Integration, Analytics, Mobility e soprattutto Cloud. Con riferimento a quest’ultimo, Giorgio Angeli afferma: “La rapidità di realizzazione delle soluzioni cloud e la loro forte focalizzazione su processi strategici ben si coniugano con la crescente dinamicità organizzativa che sta spingendo il settore verso il cambiamento. La gestione delle risorse umane oggi può notevolmente condizionare le performance dell’azienda, garantendo quel Talent Advantage indispensabile per competere nel mercato.
Nel Contesto del talk show d’apertura Roberto Baldassari, Vicepresidente Esecutivo Istituto Piepoli, presenterà i dati del sondaggio su quali sono i cambiamenti più significativi che possono trasformare il mondo del lavoro, mentre nel dibattito successivo su welfare e csr, si commenteranno i risultati di una ricerca condotta da Ipsos Loyalty.
Tag principali dell’evento che caratterizzeranno l’agenda della giornata saranno Innovation, Knowledge Sharing, Recruiting, Leadership, Flexibility, Welfare, Talent, Skill, Development il cui sviluppo di approfondimento percorrerà le oltre 25 sessioni previste e coinvolgerà circa 140 relatori.
Si segnala inoltre il fitto programma di Business Matching, gli incontri one-to-one tra imprenditori, top manager, HR Director, Business Developer Director che hanno come obiettivo la creazione di opportunità di business.

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XXXVII Congresso Nazionale S.I.T.O.

Tutte le novità sui trapianti d’organo al congresso Sito

Dal 24 al 26 ottobre torna a Bari dopo ben 18 anni, nella suggestiva cornice di Villa Romanazzi Carducci, il congresso della Società Italiana dei Trapianti di Organo (Sito).
L’evento si colloca in un momento difficile per le donazioni di organi in Italia e in particolare in Puglia. Lo sforzo di riunire gli specialisti dei vari trapianti di organi, provenienti dai più prestigiosi centri universitari e ospedalieri, rappresenta già in se stesso un grande contributo alla crescita professionale per gli operatori del settore. Esso, inoltre, in virtù del coinvolgimento di tutte le istituzioni e dei mass-media, contribuisce fortemente alla promozione del processo di sensibilizzazione verso questo strategico settore del servizio pubblico, che, in un momento di spending review, pone inevitabilmente problemi di rimodulazione di tutta l’offerta in ambito di Sanità.
Il congresso coincide con il “passaggio del testimone” tra maestri e allievi, con un’eredità di oltre mille trapianti di rene eseguiti negli ultimi 20 anni, che i giovani specialisti di oggi manifestano tutte le intenzioni di potenziare e incrementare.
Il programma è articolato su due letture magistrali, sessioni plenarie dedicate ad argomenti di interesse generale e sessioni parallele di comunicazioni scientifiche. Molto spazio sarà dedicato alle comunicazioni orali.
La lettura magistrale inaugurale, Trapianto di rene: da dove siamo partiti e dove vorremmo (forse) arrivare, sarà tenuta dal Prof. Giuseppe Remuzzi, direttore del dipartimento di Immunologia e clinica dei trapianti degli Ospedali riuniti di Bergamo, una tavola rotonda sulla Sostenibilità del programma trapianti in Italia in tempi di crisi economica vedrà la partecipazione di illustri economisti come la Prof. Rosanna Tarricone, mentre la lettura magistrale conclusiva dal titolo Memory Cells – the Challenge for Drug Minimization. Can Biomarkers Help? sarà affidata al Prof. Hans-Dieter Volk della Charité Universitätsmedizin di Berlino. Una sessione plenaria sarà dedicata alla presentazione dei migliori contributi selezionati tra tutti quelli fatti pervenire in segreteria. Sono, inoltre, previsti meeting satelliti monotematici che si svolgeranno prima dell’apertura del congresso, quali Empowerment del paziente e del suo caregiver, Trapianto e Sport in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti, Trapianti in casi difficili; ci saranno inoltre spazi dedicati alle sezioni rene, rene-pancreas, fegato, organi toracici e una sessione dedicata agli infermieri, perfusionisti e fisioterapisti.
Infine, Bari, città che si affaccia sui Balcani, proiettata verso il Mediterraneo, aspetta i congressisti per far loro conoscere la sua storia, le sue tradizioni e la sua cucina mediterranea.
Presidenti del congresso sono i professori Michele Battaglia e Loreto Gesualdo, i quali, come tutti i componenti del Comitato organizzatore locale, appartengono all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Dipartimento dell’Emergenza e dei Trapianti di Organi (Deto) – Policlinico.

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Il nuovo format del Congresso SIOT

Dal minicongresso degli specializzandi alle sessioni cross-fire: in un momento di scarsità di risorse il congresso della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia – che si tiene a Genova dal 26 al 29 ottobre ed è organizzato da Studio Ega – si rinnova per rimanere il punto di riferimento nell’orientamento della pratica clinica in ortopedia. «Abbiamo voluto intensamente questo congresso fin dal momento della presentazione della nostra prima candidatura (nel 2005), tanto da insistere nella richiesta per cinque anni», affermano Francesco Franchin e Federico Santolini, presidenti del congresso nazionale SIOT. Hanno cominciato a pensarne la struttura già il giorno dopo che l’assemblea dei soci lo assegnò loro durante il congresso del 2010 a Milano, e si sono prefissi l’obiettivo di rinnovare il successo scientifico e di accoglienza del loro precedente congresso SIOT, avvenuto ben 15 anni fa.
«Il congresso della Società italiana di ortopedia e traumatologia di quest’anno rappresenta una vera e propria sfida al grave momento di crisi economica che stiamo vivendo», commentano i presidenti. «Tutto il lavoro organizzativo di questi mesi è stato condotto sotto quest’ombra che, spesso, ha condizionato pesantemente le nostre scelte (tra di esse, la decisione di introdurre una quota d’iscrizione, ndr). Tuttavia siamo arrivati al dunque e possiamo dire “nonostante tutto ce l’abbiamo fatta”. È stato difficile pensare a novità riguardo i temi del congresso, in un mondo così veloce nei cambiamenti e nella validazione o, al contrario, nella svalutazione di tecniche, orizzonti terapeutici o addirittura di patologie, così abbiamo voluto affrontare argomenti basilari per la nostra specialità, cioè la ricostruzione delle articolazioni e il ritardo di consolidazione delle fratture, cercando relatori che ci illuminino sui quotidiani dubbi in merito».
Per una delle due main session (quella sulla ricostruzione articolare) è stato cambiato il format rispetto alla solita cadenza delle relazioni introducendo il sistema del “cross-fire” (opinioni a confronto o magari a scontro, confidando in un coinvolgimento quasi “attoriale” dei moderatori e degli ospiti). L’obiettivo è di dare maggior interesse al dibattito.
Ma quest’anno c’è un’altra novità: un minicongresso degli specializzandi italiani, con tanto di assemblea dove i futuri ortopedici discuteranno dei loro problemi. Tutto rigorosamente sponsorizzato (soggiorno e partecipazione) dalla società madre.
Ancora, nello Spazio SIOT, c’è un’interessante tavola rotonda, con partecipanti a sorpresa, sull’assistenza sanitaria sostenibile in ortopedia, un importante convegno dal titolo SOS Medico-legale sugli aspetti assicurativi della Rc professionale del medico ortopedico, e, al di fuori del congresso, un meeting-cocktail Breitling.
«La SIOT, con tutta una serie di azioni, di progetti e risparmi, sta cercando di “tenere” immodificata l’offerta culturale e l’attività associativa», considera il Presidente della società, Paolo Cherubino, nella sua lettera di benvenuto. «Il congresso nazionale ha subito una drastica riduzione dei contributi da parte degli sponsor, con conseguenti difficoltà organizzative per un evento che oramai ha raggiunto livelli di partecipazione, di complessità organizzativa-logistica e scientifici che lo pongono al vertice tra i congressi europei ed internazionali. Le innegabili difficoltà economiche ci hanno spronato a trovare nuove risorse, a tagliare privilegi che provenivano da tempi lontani, a cercare nuove forme di collaborazione. I Presidenti Francesco Franchin e Federico Santolini hanno lavorato in modo magnifico, fronteggiando, insieme al team scientifico e organizzativo di SIOT, le quotidiane sfide derivanti dall’organizzazione di un evento di tale portata in un momento così difficile».

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Presentato il Padiglione Italia di Expo 2015

Il 1° ottobre, presso l’Oratorio della Carità di Fabriano, in una seguitissima conferenza è stato presentato quello che sarà il Padiglione Italia a Expo 2015: la “porta d’ingresso” del nostro Paese, una straordinaria vetrina e laboratorio di relazioni internazionali, il biglietto da visita del Sistema Italia nel mondo.
Hanno partecipato alla conferenza il Presidente Censis Giuseppe De Rita, il Direttore del consorzio Aaster (agenti di sviluppo del territorio) Aldo Bonomi e il Direttore artistico del Padiglione Italia Marco Balich.
Il padiglione è stato pensato in funzione della necessità di “aprire una finestra” sulla storia del nostro Paese, capace di coniugare tradizione e innovazione, passato e futuro, ma anche come luogo-icona in grado di rappresentare il meglio delle eccellenze italiane legate al tema dell’Expo. Sarà il padiglione più atteso e visitato dal pubblico, oltre che un formidabile brand in se stesso, capace di aiutare il nostro Made in Italy a penetrare in nuovi mercati e a trovare ulteriori opportunità di crescita.
Il tema individuato per declinare le tematiche generali dell’Expo 2015 è il vivaio. La metafora del vivaio consente di mettere in luce numerosi aspetti della cultura e della società italiana in questa fase di cambiamento: un vivaio di idee giovani, di proposte e soluzioni innovative e di buone pratiche per tutto il Paese, e che il Paese offre alla comunità internazionale; uno spazio protetto, che aiuta i progetti e i talenti a germogliare; uno spazio di crescita, sviluppo e formazione; un laboratorio permanente e aperto a tutti; uno spazio di visibilità per le energie fresche e giovani che operano in Italia, che intende coinvolgere le nostre università, le sedi della ricerca e il mondo delle start-up.
Il motivo architettonico che si è scelto di adottare è l’icona dell’albero. L’albero diventa il centro del padiglione, organizza gli spazi secondo un’organica distribuzione dei contenuti e delle aree tematiche: un simbolo che può espandersi in orizzontale e collegare i differenti spazi, specialmente nelle aree dedicate alle regioni e ai territori italiani.
«Occorre dare visibilità e riconoscibilità sociale alle modalità di manifestazioni dello sviluppo italiano nella sua intelaiatura contadina e relative innovazioni», ha detto De Rita, «in particolare a quelle forme che non sono puro ancoraggio al passato ma che sul piano della cultura quotidiana sono il vero fondamento della dinamica sociale. Esempi significanti riguardano la capacità di sopravvivenza, la sobrietà, la capacità di controllo della natura, dell’agricoltura, la gestione dell’acqua e così via. Questi aspetti, nella loro specificità, oggi più che mai assumono nuovo valore perché a una loro rilettura e disseminazione come pratica sociale è legato il nostro futuro». Dentro questi processi è fondamentale dare rappresentazione ai soggetti perché il nostro sviluppo è stato anche il progressivo affermarsi di queste soggettività. «Il Padiglione Italia deve esprimere l’orgoglio di una storia nazionale che si ritiene ancora feconda, e ciò è in linea con le Expo precedenti, non ultima quella di Shanghai, tutte animate da una forte spinta alla rappresentazione dell’orgoglio nazionale. Deve però anche tenere conto di due punti caratterizzanti che differenziano Expo 2015 dalle precedenti: vuole essere un’Expo post-monumentale, centrata su temi relativi a idee, pratiche ed esperienze di sostenibilità e di prossimità; e non si pensa né opera come un “mostro” che ha bisogno di “succhiare” forza per la propria esibizione muscolare, bensì come un’originale centrale elettrica che riattiva la distribuzione di energie, contribuendo a rimetterle in moto, a rifarle circolare ben oltre il luogo e il tempo dell’evento».
«Il nostro andare per territori», considera Bonomi, «col lavoro di cerniera con regioni, comuni e rappresentanze per tutto il 2014, ha senso se, lavorando sullo spazio di rappresentazione con chi pensa il territorio, saremo in grado di raccogliere idee per rappresentare la sintesi del soft power di un Paese che ha molto da dire su nutrire il pianeta ed energia per la vita. Vanno collocate alcune idee-forza che fanno sintesi del molteplice, delle biodiversità, della sociobiologia di un Paese che va dalle Alpi al mare, dove la terra si è fatta territorio, con una lunga deriva agricola che ha prodotto borghi, città, paesaggi e bellezza in gioco nella turistizzazione del mondo, un’evoluzione delle comunità in geocomunità territoriali ove tutto pur nelle difficoltà delinea welfare community, e la creatività dei territori e delle città che produce start-up tenendo assieme le varie anime del nostro tessuto produttivo».
Il sito espositivo di Padiglione Italia consta di un cardo e di un decumano la cui intersezione crea “piazza Italia”, spazio unico di visibilità e incontro. Palazzo Italia, in particolare, organismo architettonico che garantisce il massimo equilibrio tra produzione e consumo di energia attraverso l’uso di tecnologie all’avanguardia, ha 2500 mq di spazi espositivi, 1920 mq di spazi per eventi, 2350 mq di spazi di rappresentanza e 1050 mq di spazi per la ristorazione. Nel cardo, gli spazi espositivi salgono a ben 4350 mq: vi esporranno l’Unione Europea, l’Italia delle Regioni, dei territori, delle città metropolitane, nonché le imprese italiane, con i loro progetti per il futuro. All’interno del cardo sono disponibili uffici e postazioni (in spazi comuni attrezzati) per funzioni di rappresentanza istituzionali. Tale disponibilità è unita alla fornitura di strumenti e campagne di comunicazione, all’assistenza per la gestione di incontri interistituzionali e b2b. Le Regioni potranno inoltre occupare temporaneamente uno degli spazi a rotazione previsti nel cardo sud-est. I Comuni, per l’organizzazione di incontri specifici, potranno utilizzare il voucher di accesso alla lounge del primo piano; le terrazze saranno allestibili direttamente dai Comuni interessati, per periodi frazionati o per l’intero semestre, come focus regionale correlato alla mostra.
Lungo il cardo alcune piazzette aperte sul passaggio potranno essere allestite e gestite direttamente dal Comune interessato per l’intero semestre.
Palazzo Italia sintetizzerà i cinque temi del concept espositivo. Al piano terra troveranno espressione le tematiche dell’Energia dello stare insieme, nella “Piazza delle icone italiane”; al primo piano, Energia per il business, con le temporary exhibition; secondo piano, Energia per il cervello, con le food e art experience e il multisensorial path; terzo, Energia per il corpo, con lo “scivolo digerente” verso il lab alimentazione; e in cima, il ristorante (Energia per lo spirito).
Expo 2015 durerà 184 giorni (sei mesi esatti). Si stima un palinsesto di circa mille eventi, con un coinvolgimento atteso di almeno due milioni di visitatori. Per approfondimenti clicca qui.

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Bari, Villa Romanazzi, 24 - 26 ottobre 2013

XXXVII Congresso Nazionale della Società Italiana Trapianti d’Organo

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